Europrogetta-TO: la bussola per orientarsi nel mare magnum dei finanziamenti europei [ep. 2]

di Daniele Lonardo

L’obiettivo della rubrica “EuroprogettaTO” è quello di accompagnare i nostri lettori in un mini-corso avente ad oggetto il tema dell’Europrogettazione e, più in generale, delle opportunità di finanziamento stanziate dalla Commissione Europea. Il presente contributo rappresenta l’Episodio n. 2 ed analizzeremo il programma quadro Orizzonte Europa. Buona lettura!

Horizon Europe (ex Horizon 2020) è il programma quadro dell’Unione Europea esclusivamente dedicato al settore della ricerca ed innovazione (R&I) e prevede una dotazione finanziaria complessiva ammontante a circa 95,5 miliardi di euro, per il per il settennato 2021-2027.

Il programma è estremamente complesso ed ambizioso: poggia su tre pilastri, a loro volta ripartiti in sotto-programmi aventi ad oggetto tematiche specifiche e settoriali, ed un Programma trasversale (chiamato “Ampliare la partecipazione e consolidare lo spazio europeo della ricerca”). I tre pilastri sono i seguenti:

  1. Eccellenza scientifica;
  2. Sfida globali e competitività industriale europea;
  3. Europa innovativa.

Il primo pilastro comprende il Consiglio europeo della ricerca (l’organismo competente a finanziare i ricercatori d’eccellenza transfrontalieri ed i loro gruppi di lavoro), le azioni Marie Skłodowska Curie (volte a finanziare programmi di formazione d’eccellenza e di mobilità in ambito dottorato, post-dottorato o ricerca collaborativa transfrontaliera) e le infrastrutture di ricerca che necessariamente dovranno realizzarsi al fine di raggiungere gli obiettivi strategici prefissati, integrate ed interconnesse a livello mondiale.

Il secondo pilastro è suddiviso in 6 cluster (chiamati anche poli tematici) e sono: 1) Sanità; 2) Cultura, creatività e società inclusiva; 3) Sicurezza civile per la società; 4) Digitale, industria e spazio; 5) Clima, energia e mobilità; 6) Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente. All’interno del presente pilastro, il Centro Comune di Ricerca coadiuva e sostiene gli investimenti interni al programma quadro e condivide le competenze tanto con gli Stati Membri quanto con la comunità scientifica ed i partner internazionali.

Il terzo pilastro è composto dal Consiglio europeo per l’innovazione (il cui obiettivo è sostenere le innovazioni pionieristiche e dirompenti, finanziando quei progetti che risultano troppo rischiosi per essere finanziati da investitori privati e per circa il 70% del budget è esclusivamente rivolto alle PMI), dagli Ecosistemi europei dell’innovazione (volto a instaurare un legame con gli operatori dell’innovazione a livello regionale e nazionale) e dall’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (volto a riunire gli operatori appartenenti al settore della ricerca, istruzione ed impresa intorno ad un obiettivo comune per favorire l’innovazione.

All’interno del Consiglio europeo dell’innovazione, la Commissione europea ha previsto due strumenti complementari volti a colmare il divario tra l’idea e il progetto finanziabile:

  • il Pathfinder, a cui possono accedere la PMI che hanno sviluppato una tecnologia embrionale e che mirano ad arrivare ad una fase pre-commerciale;
  • l’Accelerator, per quei progetti che dispongono già di una tecnologia in fase pre-commerciale e che ambiscono ad approdare sul mercato e ad una successiva espansione grazie alle sovvenzioni richieste.

A latere ed a completamento degli obiettivi previsti dal programma Horizon Europe – le cui attività di ricerca & innovazione devono necessariamente concentrarsi su applicazioni civili – sono presenti sia il Fondo Europeo per la difesa (incentrato esclusivamente su azioni di ricerca e di sviluppo in ambito militare) che il programma EURATOM (volto alla continua ricerca nel settore del nucleare, al fine di migliorare la protezione, la sicurezza e la radioprotezione).

Di fondamentale importanza, all’interno del secondo pilastro ed in particolare nelle sovvenzioni previste all’interno del Consiglio Europeo dell’Innovazione, è il cd. TRL (acronimo di Technology Readiness Level) ovvero il livello di maturità tecnologica ed indica una metodologia per la valutazione del grado di maturità di una tecnologia realizzata attraverso una scala di valori che va da 1 (definizione dei principi base) a 9 (sistema già utilizzato in ambiente operativo).

Nel prossimo numero della NL mensile andremo ad analizzare gli obiettivi generali e quelli specifici del programma Horizon Europe, focalizzando la nostra attenzione in particolare sullo European Innovation Council che – come ricordato sopra – si propone di identificare, sviluppare e diffondere innovazioni ad alto rischio ed in particolare quelle innovazioni pionieristiche, dirompenti e a contenuto estremamente avanzato che potrebbero potenzialmente diventare innovazioni creatrici di mercato oltre a sostenere le imprese innovative (ivi comprese le start up) nel loro percorso dall’idea all’approdo sul mercato.

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