Identità Digitale: e poi?

di Gregorio Torchia

È noto che l’identificazione digitale sia nata per permettere ai cittadini di accedere ai servizi della P.A., tuttavia non è stato ancora previsto, perlomeno in maniera diffusa, un canale di comunicazione inverso. Peraltro, con la progressiva digitalizzazione dei servizi da parte dell’Amministrazione, si è iniziato a parlare di cittadinanza digitale, ma il termine viene usato per identificare funzioni che già ti permette di fare SPID, ovvero l’accesso rapido ai servizi in modalità digitale, che consiste solo in un primo step.

Il passo successivo per la P.A. dovrebbe essere improntato nell’istituzione di un canale  di comunicazione diretta con il cittadino, direttamente nell’area personale.

Un primo esempio di ciò arriva dall’App IO, nella cui guida consultabile online, si legge “Un servizio su App IO è una risorsa che comunica proattivamente all’utenza tramite invio di notifiche, messaggi, promemoria e avvisi di pagamento”. Infatti, durante la pandemia si potevano ricevere notifiche sull’app in merito ai contatti avvenuti con soggetti risultati positivi al Covid-19.

Premesso ciò, si pensi alle potenzialità di questa logica interattiva nei procedimenti amministrativi di controllo, in materie nevralgiche come il governo del territorio ovvero per tutte le attività di verifica della rispondenza delle aree alle norme di legge ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici o alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.

Nello specifico, vi sono due settori in cui l’implementazione di tecnologie di questo tipo può essere significativo: (i) il rilievo di difformità edilizie e l’avvio dell’eventuale procedimento in automatico; (ii) la segnalazione di nuove zone di rischio in caso di eventi meteorologici straordinari.

In merito al primo punto, si potrebbe in futuro istituire un procedimento automatizzato che permetta direttamente al cittadino munito di identità digitale, la segnalazione di qualsiasi difformità riscontrata.

La seconda tipologia di rilievi sarebbe invece più significativa per le conseguenze pratiche che potrebbe avere in termini di sicurezza della popolazione. Pertanto, gli strumenti (ad esempio: aerofotogrammetrie) utilizzati per individuare difformità urbanistiche potrebbero/dovrebbero essere impiegati per mappare ed individuare le aree di pericolo per un’attività di prevenzione effettiva, che soprattutto permetta alle Amministrazioni di avere sempre a disposizione informazioni attuali e corrette. Inoltre, con il medesimo meccanismo delle notifiche di contatto con positivo al Covid 19 dell’App IO, si avrebbe l’immediata segnalazione tramite l’identità digitale dei rischi locali più o meno imminenti, per gli abitanti vicini alle zone interessate, specialmente in momenti di allerta alluvionale/terremoti.

In conclusione, le potenzialità relative alla creazione del cittadino digitale sono molte, risulta evidente che non si potrà mai puntare ad un’evoluzione dell’Amministrazione se anche quest’ultima non si adegua ai cambiamenti che impone ai cittadini.

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