Danni da vaccino anti-Covid 19: un rischio possibile, indennizzabile per legge

di Stefano Bertone

Dalla fine di febbraio 2021 le cronache nazionali hanno trattato ampiamente di decessi ed eventi lesivi a persone che avevano ricevuto la vaccinazione Covid-19 in particolare del farmaco “Vaccino COVID-19 AstraZeneca”.

Un lotto prima, due poi e infine l’intera fornitura nazionale è stata cautelativamente sospesa, per poi essere ripristinata il 19.3.2021 (fino a pochi giorni fa risultava ancora sospesa la somministrazione di due lotti sotto sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria).

Dal mese di gennaio 2021 erano invece già state evidenziate ancorché solo in senso cronologico/temporale, diverse decine di morti in Italia successive alla vaccinazione con il vaccino “Comirnaty – BioNTech/Pfizer” fra persone di età avanzata e in larga parte residenti presso RSA.

E’ impossibile a chiunque dire a così poca distanza dagli eventi se non vi sia, oppure sì, un nesso tra farmaco e danni.

Ma chi ha deciso di effettuare la libera scelta di vaccinarsi dovrebbe conoscere l’esistenza di sistemi di tutela legale per l’evenienza sfortunata di eventuali reazioni avverse gravi, e ciò che si può dire sin d’ora è che coloro che hanno riportato danni gravi alla salute a seguito della vaccinazione contro il Covid-19 possono avere diritto ad un’indennità dallo Stato (importi di ca. 800 € al mese, vitalizio).

Lo stesso vale se la persona vaccinata è deceduta: in tali casi l’importo dell’indennizzo è di circa €77.000,00.

La Legge n. 210/92 infatti tutela anche coloro che subiscono danni da vaccinazioni raccomandate (Corte Costituzionale, sentenza n. 268/17) come quella anti Covid-19 sostenuta dalle autorità di tutto il mondo per affrontare la pandemia.

E’ prevista una complessa procedura amministrativa e legale per accedere all’indennizzo di legge, che parte con la presentazione della domanda alla ASL competente. La Commissione Medica Ospedaliera competente per territorio esprime un parere avverso il quale è possibile ricorrere entro 30 giorni in via amministrativa al Ministero della Salute.

Il danno deve essere stato causato dal vaccino ed avere conseguenze permanenti e sono dunque escluse reazioni transitorie del tipo indicato nei foglietti illustrativi dei prodotti utilizzati (es. rossore, gonfiore, mal di testa). Il criterio cronologico inoltre è solo uno dei tanti aspetti per valutare un eventuale nesso di causa con la vaccinazione: il fatto che un danno alla salute si verifichi dopo l’inoculazione non significa automaticamente che a causarlo sia stato quel farmaco, e la valutazione sul nesso di causa spetta in via esclusiva a consulenti tecnici specializzati in diverse discipline.

Se l’indennizzo non viene concesso alla prima richiesta dalla Commissione Medica Ospedaliera, si potrà ricorrere all’autorità giudiziaria evocando in giudizio sia il Ministero che obbligatoriamente l’AIFA. I tribunali per risolvere la questione tecnica nominano degli esperti specializzati in diverse discipline (possono essere medici legali, infettivologi, virologi).

Dalla metà degli anni ’90 A&C ha tutelato su tutto il territorio nazionale centinaia di persone che reclamano di essere state danneggiate da trasfusioni ed in alcuni casi da vaccinazione, facendoli accedere alle misure di sostegno previste per legge come l’indennizzo ex L. 210/92 o per sentenza sia nei confronti di aziende farmaceutiche produttrici di vaccini e farmaci (casi di prodotto difettoso) che di strutture sanitarie pubbliche (casi di negligente somministrazione).

Con questo intervento A&C ritiene di dovere supplire ad una evidente carenza informativa a livello ministeriale, poiché i cittadini dovrebbero sempre essere a messi conoscenza – soprattutto in una situazione di incertezza come quella che tutti stiamo vivendo – dei diritti di cui possano usufruire, mentre ovviamente  lasciamo a ciascuno le valutazioni sulla opportunità di vaccinarsi o non vaccinarsi, aspetto molto delicato per cui è sempre corretto ed inevitabile rivolgersi ai medici di fiducia e sempre e comunque doveroso e prudente leggere con massima attenzione i foglietti illustrativi, tutti diversi uno dall’altro di cui mettiamo a disposizione quelli  dei vaccini più diffusi.

Focus: i foglietti illustrativi dei vaccini anti Covid-19.

Diversi vaccini anti Covid-19 sono distribuiti in Italia in virtù delle autorizzazioni ricevute dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e/o dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Il vaccino “Comirnaty – BioNTech/Pfizer” è stato autorizzato il 21.12.2020 dall’EMA e il 22.12.2020 dall’AIFA, il “Vaccino Moderna mRNA-1273” è stato autorizzato il 6.1.2021 dall’EMA e il 7.1.2021 dall’AIFA ed il “Vaccino COVID-19 AstraZeneca” è stato autorizzato il 29.1.2021 dall’EMA e il 30.1.2021 dall’AIFA.

Infine il vaccino “COVID-19 VACCINE JANSSEN” è stato autorizzato il 13.3.2021 dall’AIFA.

Tali autorità sanitarie pubblicano i Foglietti Illustrativi ed i Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto che troverete seguendo i collegamenti alle pagine indicate sotto. I nominativi dei farmaci sono quelli pubblicati sul sito istituzionale AIFA ed a fine esclusivamente descrittivo.

Al 22.3.2021 i vaccini autorizzati erano:

“Comirnaty – BioNTech/Pfizer”: https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/bancadatifarmaci/farmaco?farmaco=049269

“Vaccino Moderna mRNA-1273”: https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/bancadatifarmaci/farmaco?farmaco=049283

“Vaccino COVID-19 AstraZeneca”: https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/bancadatifarmaci/farmaco?farmaco=049314

“COVID-19 VACCINE JANSSEN”: https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/bancadatifarmaci/farmaco?farmaco=049395

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